Liceo Artistico “Pietro Selvatico” – Padova
Anno Scolastico 2019/2020

 

È di SCENA la SCENOGRAFIA

Scuola-Laboratorio di Arti Scenografiche

in collaborazione con gli insegnanti del corso di Scenografia del Liceo Artistico Selvatico

 

FINALITA’

Il 2019 è stato per il Nuovo Corso di Scenografia, un anno intenso e particolarmente composito sia dal punto di vista dello studio che per quello più concreto, realizzativo e operativo, in ragione del complesso progetto RipensandoLeonardo. Nei mesi in cui si è sviluppato il lavoro con gli studenti è cresciuto un importante e costruttivo processo di collaborazione tra ragazzi e docenti di varie materie, anche di altri indirizzi formativi, concentrati intorno al tema: su questa strada il Liceo Artistico ha elaboratoun grande percorso di crescita e di capacità di interconnessione fra i vari indirizzi.  L’evento conclusivo costruito all’interno del quartiere Portello, con installazioni, performance, video e spettacoli, ha dato grande valore alle capacità artistiche proposte alla città, offrendo una visione assai chiara delle potenzialità dell’itinerario didattico che il Liceo può offrire.

 

Percorrendo la strada dell’interconnessionetra discipline didattiche, il progetto per il prossimo Anno Scolastico 2019/2020 si elabora e distribuisce,non più attorno ad un tema specifico ma dedica spazio e pensiero alle diverse classi di riferimento, puntando a progetti diversificati e specifici.

 

CLASSI TERZE

Per le classi terze, che affrontano per la prima volta le tematiche della Scenografia, continua il confronto tra immagine e testo teatrale, per far sperimentare non solo l’evento che nasce sul palcoscenico ma anche il rapporto con differenti forme artistiche, quali le installazioni, le performance e l’allestimento di eventi.

La metodologia di lavoro sarà la stessa del triennio trascorso, e sarà in grado di aiutare i ragazzi prima di tutto ad un’analisi approfondita dei temi proposti per poi avviarli allo studio ideativo e alla sintesi progettuale.

In questa prospettiva verranno effettuati incontri preliminari nell’atelierPanzuto,di Via Pastro a Padova, che offriranno ai ragazzi la possibilità di partecipare a lezioni studio di scenografia ed alle prove aperte di spettacoli teatrali in allestimento.

In particolare si offrirà alle classi lo studio del lavoro OMERO-ILIADE, in produzione in questo periodo, con la possibilità di entrare nel vivo di un processo artistico produttivo.

All’interno del processo didattico, a scuola verranno affrontati i seguenti argomenti:

.  analisi di un testo o di un racconto da sviluppare scenicamente.

.  disegni e appunti preliminari.

.  il disegno e il bozzetto di scena, fino allo studio della story board.

.  studio della luce e dell’illuminotecnica teatrale.

.  presentazione e discussione di un proprio progetto e metodologia di comunicazione.

. studio delle poetiche di artisti contemporanei legati al teatro e possibili legami con la drammaturgia.

    . sviluppo del lavoro con i programmi digitali, per il controllo e la trasformazione delle immagini.

Lavoreremo con gli studenti sulconcetto di spazio nel luogo teatrale. Ci sono almeno due significati da considerare: il primo è lo spazio fisico, l’ambiente della rappresentazione, il secondo è lo spazio dell’immaginazione.Lo spazio rappresentato, inesistente fino a un momento prima dell’inizio della rappresentazione, è il luogo mentale che viene evocato, grazie all’immaginazione dello spettatore e alla maestria dell’artista che ne crea i confini.

 

Da questi presupposti ripartiamo a considerare un testo già studiato lo scorso anno ROMEO E GIULIETTA di William Shakespeare, opera tragica e lirica del grande drammaturgo che traduce e contiene per i ragazzi tutti gli elementi importanti sia della drammaturgia che della messa in scena.

 

ROMEO E GIULIETTA

di W. Shakespeare

Questa tragedia (1594) ha per oggetto l’amore e la sua tragicità: un amore, puro, rarefatto e senza condizioni e come sempre accade per i capolavori vive sì nello spazio simbolico della propria epoca ma fa del proprio spazio simbolico un universo a sé stante: così quest’opera reca il marchio del genio shakespeariano e del suo idealismo romantico.

In questo lavoro troverà spazio non solo lo studio del testo e le varie versioni offerte dai grandi registi di teatro, ma anche la traduzione cinematografica che ha prodotto capolavori importanti: tra questi

ci concentreremo in particolare sul lavoro Romeo+Juliet, del regista Baz Luhrmann, film candidato al premio oscar 1996, come miglior scenografia, a cura di Catherine Martin e Brigitte Broch.

Perfettamente legato allo scandire poetico di Shakespeare, il film cambia contesto ed è ambientato in epoca moderna, dove Verona diventa un sobborgo di Los Angeles e le famiglie rivali dei Montecchi e Capuleti sono rappresentate come potenti imperi d’affari in guerra tra loro, e le spade sono sostituite dalle armi da fuoco.

 

 

La visione di film e immagini relative a varie produzioni cinematografiche ed il lavoro di confronto tra le varie estetiche di registi internazionali, stimolerà i ragazzi a produrre progetti personali legati alle singole interpretazioni.

Il tema che verrà approfondito anche in relazione con altre arti, e si tenderà ad elaborare progetti in scala riproposti in forma di modellino scenografico, che verranno fotografati e studiati anche dal punto di vista delle luci e dell’illuminazione teatrale.

Vitale diventa, con questo processo di apprendimento, il lavoro in gruppo, e lo sviluppo di processi comuni, così come importante è il dialogo, con la scuola di moda per lo studio dei costumi e di altri spunti artistici comuni.  Il confronto con le altre discipline e indirizzi del Liceo Artistico, nasce per offrire una visione allargata della messa in scena e un più possibile riscontro con la produzione teatrale professionale, che valorizza sempre il lavoro di équipe.

 

Per le classi Terze si prevede poi una partecipazione eventuale ed una collaborazione con il progetto MOBY DICK, della Compagnia d’Arte di Teatro del Liceo Selvatico, impostando per loro il progetto scenografico, da realizzare nella seconda fase dell’Anno Scolastico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CLASSI QUARTE

 

Anche per queste classi la metodologia di lavoro sarà la stessa del triennio trascorso, e sarà in grado di aiutare i ragazzi prima di tutto ad un’analisi approfondita dei temi proposti per poi avviarli allo studio ideativo e alla sintesi progettuale.

In questa prospettiva verranno effettuati anche per loro incontri studio nell’atelier Panzuto propedeutici allo studio di vari progetti di scenografia,con la partecipazione alle prove aperte di spettacoli teatrali in allestimento.In particolare si offrirà alle classi lo studio del lavoro teatrale OMERO-ILIADE, in produzione in questo periodo, con la possibilità di entrare nel vivo di un processo artistico produttivo.

Lo studio del bozzetto e del progetto scenografico, saranno collegati all’analisi del testo teatrale ed alla sua scansione drammatica in scene o in atti o movimenti.  A partire da segni, disegni, appunti, schizzi di lavoro, si affrontano strade   più complesse legate alla prospettiva, alla composizione, alla luce, all’illuministica, alla scenotecnica, ed alla progettazione.

 

 

 

 

 

Si utilizzeranno oltre al disegno a mano libera, elemento determinate e imprescindibile, attrezzature tecniche e digitali per predisporre piccole messe in scena direttamente in un teatro di posa appositamente progettato e costruito, capaci di ricreare in scala ridotta, con il supporto di luci e proiezioni, quella che sarà poi la scena teatrale effettiva e comprenderne i segreti e le possibilità.

In particolare con i docenti di Geometria descrittiva si approfondirà la messa in scala di progetti e lo studio della composizione architettonica, tecniche fondamentali per la progettazione.

In questa ottica di studio, affrontiamo un tema nuovo di progettazione scenografica, LA CITTA’ AMERICANA NEL TEATRO DEL “900 che ha come ambito il Teatro, ma che si sposta anche verso lo studio delle diverse arti del secolo e poi dell’architettura.

 

 

LA CITTA’ AMERICANA NEL TEATRO DEL “900

UNO SGUARDO DAL PONTEdi Arthur Miller

LO ZOO DI VETROdi Tennessee Williams

 

Con le classi quarte, nella seconda parte dell’anno scolastico, inizia un approfondimento specifico su testi drammaturgici e copioni teatrali, fondamentali per la messa in scena teatrale in particolare studieremo le opere di artisti americani del “900, come Arthur Miller e Tennessee Williams, che hanno determinato un importante sviluppo dell’arte teatrale del secolo, cercando commessioni e legami conle esperienze artistiche delle altre forme artistiche, in particolare con lo sviluppo dell’arte fotografica e cinematografica e con la Pop Art americana degli anni “60.

L’atmosfera e il clima del dopoguerra, la grande rivoluzione estetica, architettonica e formale del mondo americano, in relazione al diverso sguardo psicologico dei grandi artisti che ne destinan0 il cambiamento, fanno da sfondo alle due opere scelte per l’approfondimento con gli studenti.

 

UNO SGUARDO DAL PONTE una delle opere più rappresentate di Arthur Miller, del 1955, trae origine da un fatto di cronaca reale, una torbida vicenda familiare ambientata tra gli immigrati italiani di Brooklyn. Una storia di passione e gelosia legata al “sogno americano”, al tempo illogica e significativa, perfetta e misteriosa come una manifestazione del fato greco (non a caso alla prima la scenografia era dominata da un frontone di stile greco).

L’opera permette uno studio comparato tra regia, drammaturgia e messa in scena scenografica dovel’architettura della città diventa lo spazio oniricoda sviluppare e rappresentare. Le versioni italiane della pièce teatrale, di Luchino Visconti del 1958, in pieno neorealismo (scene di Mario Garbuglia) e la versione parigina di Peter Brook saranno studiate e analizzate. La versione cinematografica di Sidney Lumet, con Raf Vallone come protagonista, riuscirà inoltre a suggerire ai ragazzi le diverse possibilità di messa in scena, anche in ambito cinematografico.

 

 

Al realismo della città e del porto di new York, si contrappone l’opera onirica e psicologica di Tennessee Williams, ZOO DI VETRO,storia di un piccolo gruppo familiare che ha fallito nelle sue aspettative, in un dramma della memoria dove i “mai vissuti”, sopravvivono aggrappandosi l’uno all’altro. Anche quest’opera vede lo sfondo della città americana, con le sue luci e le sue difficili connessioni con la vita dei protagonisti, ma, a differenza del testo di Miller, le note drammaturgiche di Williams, ampie e molto suggerite, ci permettono di darne una visione più psicologica e tragica, nostalgica e mitica.

In questa ottica le due opere teatrali scelte sono una importante occasione di confronto per scandire i diversi piani di profondità, tra immagine e racconto, tra spazio scenico e parola, tra spazio e architettura, tra forma estetica e prospettiva geometrica.

 

 

 

 

Anche per le classi Terze si prevede poi una partecipazione eventuale ed una collaborazione con il progetto MOBY DICK, della Compagnia d’Arte di Teatro del Liceo Selvatico, impostando per loro il progetto scenografico e collaborando alla messa in scena.

 

Interessante sarebbe attivare gli studenti ad un progetto di studio sulla ripresa sul montaggio video digitale, per offrire una tecnica sempre più necessaria e utilizzata nell’ambito della progettazione scenografica.  Al di fuori degli aspetti prettamente tecnologici, il montaggio video digitale va inteso come uno strumento e una modalità di lavoro, il cui utilizzo attiene sia le questioni tecniche, che linguistiche ed estetiche, specifiche del montaggio cinematograficoin genere.

 

CLASSI QUINTE

 

Anche per le classiquinte la metodologia di lavoro sarà la stessa del triennio trascorso, e sarà indirizzata asostenere i ragazzi prima di tutto ad un’analisi approfondita dei temi proposti per poi avviarli agli esami di stato con una capacità sia ideativa che di sintesi progettuale.

Affronteremo argomenti più attinenti alle possibili scelte dell’esame di stato: in particolare viene avviatoun ciclo di lezioniriguardantila storia della Scenografia.

 

 

 

Tratteremo la Tragedia Greca e il Teatro classico nella sua evoluzione, fino alla trasformazionedel teatro di Goldoni e Moliere, e alla rivoluzione illuministica del Teatro Ottocentesco. Ampio spazio poi sarà dedicato alle tematiche del Teatro del “900 ed alle connessioni con le avanguardie artistiche del secolo.Le lezioni saranno in collaborazione con il DAMS e l’Università di Padova, e si effettueranno nell’arco di tutto il periodo scolastico.

 

Altro percorso formativo che verrà aperto per queste classi èdedicato alla figura di Moliere il grande drammaturgo francese del 1600, padre de la Comédie-Françaisee anticipatore del rinnovamento teatrale di Carlo Goldoni.

MOLIERE e IL MALATO IMMAGINARIO

Inizia un percorso artistico sull’arte del grande drammaturgo francese. Osservatore attento dei meccanismi sociali e psicologici, spirito critico e anticonformista, Moliere conduce, attraverso le sue commedie, una battaglia contro l’intolleranza e l’ipocrisia, le convenzioni morali e sociali.

La novità dell’opera del commediografo francese, risiede nella sua capacità di attingere da una parte alla farsa popolare del Teatro Medievale, e dall’altra di ritrovare attraverso la rivisitazione dellaCommedia dell’Arte gli strumenti di verità e naturalezza, accompagnandoli lui stesso con la sua figura di attore e scrittore allo stesso tempo.

Il mondo teatrale di Moliere è affollato di personaggi umani, non di  eroi, figure con le loro fragilità ed imperfezioni, che conducono ad una commedia amara anche se ironica, forse ciecamente divertente che mette a nudo e spesso al muro, una morale perversa, tragica e ferocemente ipocrita.

 

 

Affronteremo come primo studio sulla figura di Moliere, la sua ultima, commedia IL MALATO IMMAGINARIO, interpretata nel 1673 dallo stesso scrittore, il quale, nonostante il suo grave stato di salute, alla fine dell’ultima rappresentazione morirà tra le braccia della sua compagnia:  finisce un autore, sconfitto dal proprio personaggio e anticipa il  naufragare del mito solare di Luigi XIV e della sua corte. La sua raffinata poetica del riso condanna inesorabilmente il mondo pretenzioso delle sue commedie.

Argante il protagonista del Malato Immaginario, ossessionato dalle malattie inesistenti, si costruisce un mondo tirannico, iroso, che nasconde la sua cecità e insicurezza, che lo esenta dal confrontarsi con la realtà, chiudendolo in un mondo paradossale dal quale ne può uscire solo con l’aiuto dell’amore della figlia.

L’opera vista anche attraverso gli studi di vari registi e autori teatrali e cinematografici è ricchissima di suggestioni per il palcoscenico e permetterà agli studenti di capire a fondo lo spirito rivoluzionario dell’autore per cimentarsi con il Teatro della Commedia dell’Arte.

 

 

 

La versione per il cinema della regista francese Ariane Mouchkine, del 1978, che vede nel film Moliere, tutta l’opera e la vita del grande teatrante francese, servirà da traccia compositiva per il lavoro delle classi, per osservare e celebrare  l’illuminante biografia  di un autore  che ha aperto la strada al Teatro moderno, precursore di autori come Goldoni, Cechov e altri maestri.

 

 

 

 

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Nella seconda parte dell’Anno Scolastico, i ragazzi delle classi quinte parteciperanno anche loro al progetto LA CITTA’ AMERICANA NEL TEATRO DEL “900, con lo studio approfondito dei testi proposti:UNO SGUARDO DAL PONTE di Arthur MillereLO ZOO DI VETRO di Tennessee Williams.

 

ESPOSIZIONE FINALE

 

In particolare agli studenti del corso, non solo delle classi quinte, ma di tutte le classi coinvolte,verrà chiesto un processo di studio secondo i termini di studio ministeriali,con la produzione di bozzetti, schizzi di lavoro fino ad arrivare al progetto definitivo ed allo studio di modellini e maquette, in collaborazione con le materie di Pittura, Geometria Descrittiva e Materie Plastiche.

Con lo studio sia dell’opera di Shakespeare, che di Moliere, che del lavoro comparato delle opere teatrali legate al “900 americano, si prevede a conclusione dell’Anno Scolastico un’esposizione di progetti e modelli, disegni e costruzioni in scala: I lavori degli studenti formeranno un ricco itinerario visivo, che potrebbe effettuarsi in collaborazione con Il Comune di Padova, in particolare presentando i lavori in una sala museale aperta alla città. Possono trovare spazio in quest’ambito, appunti, video, disegni, oggetti realizzati, scritti progetti e percorsi di studio che sempre di più possono arricchire la grande capacità di collaborazione della scuola con istituzioni e spazi pubblici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ORGANIZZAZIONE

 

Il corso prevede incontri nell’Atelier studio e poi sarà sviluppata direttamente nelle aule scolastiche a disposizione, con eventuali uscite da concordare

In una prima fase, dopo gli incontri preliminari a scuola, tra i mesi di ottobre, novembre si propongono alcuni incontri   con tutti i ragazzi, (anche le classi quinte) nello studio di via Pastro 7, in cui si impostano le metodologie, si affrontano i contenuti generali e si mette a fuoco il tema specifico dei vari workshop, attraverso visione di film, immagini e disegni e la visione di prove teatrali aperte.

In un secondoperiodo scolastico,si lavorerà con lezioni specifiche per ogni classe, affrontando il lavoro più prettamente progettuale e realizzativo seguendo gli orari degli insegnanti che partecipano al progetto.

Per la fase finale del progetto MOBY DICK, in collaborazione con il Laboratorio di Drammaturgia e recitazione della Scuola, studieremo incontri specifici per l’organizzazione della rappresentazione finale dell’evento, concordando con i diversi indirizzi che partecipano al progetto le modalità realizzative.

 

E‘possibile e forse necessario effettuare delle uscite per studio e indagini sulla città e in quel caso saranno messe a punto di volta in volta.

Le lezioni avranno una durata di 3 ore nell’arco delle mattine o dei pomeriggi a disposizione, in un orario da definire e nell’arco di tempo che va da ottobre 2019    a giugno 2020.

In tutto si ipotizzano 23 incontri con le classi, per complessive 70 ore di lavoro.