Le mille e una notte 1

 

BIOGRAFIA

Pittore, scenografo, scultore, Antonio Panzuto è un artista della scena che fugge alle etichette con sorridente discrezione.
Le sue macchine teatrali sono abitate da oggetti e figure azionate a vista tramite grovigli di fili: mescolando legni e metalli, corde e tessuti, produce visioni secondo i segreti dettami di una drammaturgia pittorica che procede per affinità e corrispondenze più che per nessi logici o narrativi.
Inventa originali spettacoli con oggetti, macchine, sculture e pitture di assemblaggio con motori o oggetti di scarto, espulsi dalla nomenclatura del bello, con pezzi di ferro saldati, incollati, accostati apparentemente a caso, inchiodati con vecchie tavole, dipinte a pennellate larghe e incostanti.
Nelle sue scenografie crea ambienti nei quali l’arte visiva scommette su come possa diventare scena, luogo di luce e di movimento creando particolari ambienti, set cinematografici sul palcoscenico e realizzando un particolare uso della video animazione.

Si laurea in Architettura all’Università di Venezia nel 1982 con una tesi dedicata alla “Finzione scenica nel melodramma italiano dell’800”.
Vuole però a tutti i costi diventare un clown e dal 1982 al 1984 frequenta a Parigi l’Ecole Nationale du Cirque diretta da Annie Fratellini, con cui collabora anche negli anni successivi. Lavora in Italia con il Circo dei F.lli Cavedo, primo circo italiano senza animali. Incontra in varie occasioni Moira e Liana Orfei.
Nel 1992 segue un corso di scenografia tenuto da Josef Svoboda al Teatro Comunale di Modena. L’anno seguente avvia una collaborazione con il Teatro Stabile delle Marche – dove tiene corsi di formazione, realizza i suoi spettacoli e progetta scenografie fino al 1999.
Nel 1992 rappresenta il suo spettacolo L’Altante delle Città al Royal National Theatre di Londra.
Nel 1994 si aggiudica con Balkanika di Alfredo Antonaros il primo premio al Festival Internazionale di Lugano. Lo spettacolo segna anche il definitivo consolidarsi di un’inseparabile complicità con il regista Alessandro Tognon, che dirige tutti gli spettacoli successivi.
Nel 2000 partecipa a un workshop di William Kentridge (artista visivo, autore di film d’animazione e regista teatrale sudafricano) organizzato dall’Atlantic Centre for the Arts presso la Civitella Ranieri Foundation a Umbertide.
Nello stesso anno il Polo Museale d’Arte Contemporanea del Castello Colonna di Gennazzano ospita
un’esposizione personale di Panzuto intitolata Oggetti, Macchine, Scenografie.
Nel 2002 il Centro Cultural de Belèm di Lisbona ospita lo spettacolo Notizie straordinarie da un altro pianeta e lo stesso lavoro vince il Primo Premio al Festival Internazionale di Teatro di figura di Belgrado nel 2004.
Come scenografo ha lavorato con i registi: Eugenio Allegri, Valerio Binasco, Tadeusz Bradecky, Edmond Budina, Giorgio Gallione, Massimo Navone, Cristina Pezzoli, Nenad Prokic, Daniele Segre, Fatbardh Smaja, Giampiero Solari, Alessandro Tognon, Leo Muscato, Ninni Bruschetta, collaborando con il Teatro Stabile delle Marche, La Fondazione Emilia Romagna Teatri, il Teatro Stabile di Pistoia, la Fondazione Teatro 2 di Parma, il Teatro Stabile del Veneto, Il Teatro dell’Archivolto di Genova, Il Teatro Regio di Torino, il Teatro Eliseo di Roma, il Circuito Lirico Lombardo ed altri Centri di Produzione Italiani.
Nel 2003 ha iniziato con la Fondazione Emilia Romagna Teatri di Modena un progetto di Cooperazione Internazionale lavorando al Teatro Mijenj di Skoder, Albania e nel 2004 al Centro Culturale di Belgrado, presentando una esposizione personale e curando un workshop di Arti plastiche.
Nel 2003 Lo spettacolo Cara Professoressa di cui cura la scenografia, prodotto dal Teatro2 di Parma, per la regia di Valerio Binasco, vince il Premio UBU.
Con lo stesso regista lavora fino al 2009 progettando le scene per il Teatro Stabile di Roma, il Teatro Eliseo di Roma, il Teatro Stabile delle Marche, il Teatro2 di Parma, il Teatro Stabile di Firenze.
Nel 2009 realizza le scene de I Pagliacci di Leoncavallo e de La Voix Humaine di F.Poulenc per la regia di Leo Muscato al Teatro Ponchielli di Cremona.
Nel 2006 presenta lo spettacolo Le mille e una notte al 15° “Gibouleès de la Marionette” di Strasburgo e va in tournée in Marocco per conto dell’ Institut Francais de Culture de Casablanca.
Nel 2010 i suoi lavori di Teatro di Figura sono presentati all’International Puppentheater di Dordrech in Olanda.
Nello stesso anno produce lo spettacolo METAMORFOSI, Animali, Dei e Guerrieri, con la collaborazione di Alessandro Tognon.
Firma nel 2011 le scenografie di Tutto su mia madre, di Pedro Almodóvar, per la regia di Leo Muscato,
prodotto dal Teatro Due di Parma e dal Teatro Stabile del Veneto e nel 2012 le scene di Wordstar(s) di
Vitaliano Trevisan, per la regia di Giuseppe Marini, produzione del Teatro Stabile del Veneto.
Nel 2013 progetta le scene dello spettacolo Nel nome del padre, con Roberto Citran, prodotto dal Teatro Stabile di Verona.
Sempre nel 2013 crea l’installazione La Città Sottile per il Museo Diocesano di Padova.
Nel 2014 progetta le scene per Le ho mai raccontato del vento del nord con Chiara Caselli e
Roberto Citran, per la regia di Paolo Valerio, Co-Produzione Festival di Napoli e Fondazione Atlantide –
Teatro Stabile di Verona.
Del 2015 la scenografia per Best Friend di Giuseppe Tantillo, con Claudio Gioè, in scena al Teatro Vittoria di Roma, e la scenografia per L’Ulisse di Valerio Massimo Manfredi con Sebastiano Lo Monaco, una produzione di Sicilia Teatro.
Con il nuovo spettacolo Chi sei tu? Vangelo dell’asino paziente, dal Vangelo di Giovanni, per la regia di Alessandro Tognon è tra i Vincitori del Festival de I “Teatri del Sacro” di Lucca, edizione 2015.
Nel 2016 firma la scenografia de Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati con la regia di Paolo Valerio per il Teatro Stabile Nazionale del Veneto e vince il Premio LE MASCHERE DEL TEATRO ITALIANO come Miglior Scenografo Italiano 2016.
Nell’autunno dello stesso anno, per conto dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, inaugura l’esposizione personale Pitture Sculture Scenografie presso la Galleria Civica Cavour.
Nel 2017 realizza le scenografie de Le Baruffe Chiozzotte di C. Goldoni al Teatro Romano di Verona per il Teatro Stabile Nazionale del Veneto e le scenografie per l’ultimo lavoro di Marco Paolini, Le Avventure di Numero Primo, produzione Jolefilm.
E’ docente di Teatro di Figura all’Accademia di Belle Arti di Verona.

 

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foto di Monica ‘Monimix’ Antonelli