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RUGGINI
20 NUOVI: PRIMO SGUARDO
Galleria
Arrivano dalle spiagge sporche del porto di Genova, le lamiere ruggini colore
ocra sgargiante dalle 15 sfumature. Sono, presumo, pezzi di navi ormai morte, si
riconosce a stento la loro antica funzione, un tubo, una curva, un manicotto,
una ventola, pareti, cilindri per liquidi, radiatori forse.
Guardo i singoli pezzi disposti con ordine sulle lunghe assi da tempo preparate
per catalogare i reperti. Sembra il lavoro di un archeologo fino a qui : ma
quello che Antonio credo faccia, nel momento in cui analizza tocca guarda ogni
singolo pezzo, è quello di rintracciare con lo sguardo le forme che quei
relitti contengono. Credo sia in quel momento che l’artista veda dunque in quel
pezzo di tubo con curva, un ginocchio e la gamba e la coscia, in quella lamiera
bucherellata un mantello di una figura inquietante o il busto di una donna, che
sembra una "Maya desnuda".
In un secondo momento poi, vedrà che quel tubo può essere la gamba
di quella donna sdraiata ma pudica. E allora quei due relitti, giunti da una
vite nuovissima che non vuole mimetizzarsi affatto con il colore delle lamiere,
formeranno un corpo nuovo.
In questi pezzi nuovi le viti sono proprio in grande evidenza, quasi a
sottolineare come siano proprio loro, lo strumento dell’artista di creare nuove
unità, nuove entità da frammenti isolati e smarriti, che solo il
caso e il tempo hanno fatto raccogliere insieme.
Un altro elemento nuovo, mi pare l’importanza che hanno le basi di legno per
sostenere le figure.
Sono spesso composte di più elementi, che sembrano amplificare in qualche
modo la dimensione spaziale della figura, spesso la lunghezza, ma anche
l’ampiezza dello spazio nuovo in cui ha ripreso a vivere : insomma sono delle
basi che non si accontentano di assolvere alla loro funzione ovvia, ma sono
originate anche loro da quello che pulsa nelle figure, ovvero il loro
movimento.
La vera novità di questi 20 nuovi, è proprio il movimento, un
dinamismo che ancora non avevamo visto finora. Ogni figura sembra compiere dei
passi, a volte pesanti e lenti, ma più spesso sembrano giravolte, salti,
grandi aperture del bacino, nuovi equilibri precari ed effimeri propri dei
danzatori, quelli che mi colpiscono. C’è anche un Nuovo che corre ad
ampie falcate.come sono presenti due figure statiche, anzi sedute. Insomma
c’è la quiete, e il movimento in tutte le sue fasi.
Penso che questi Nuovi siano creature più leggere e più felici. La
materia stavolta ha trovato una vita migliore della precedente, come in una
reincarnazione positiva, buona, che la rende migliore. Questi movimenti sono
danza, e mi viene in mente Matisse, di una nuova gioia di vivere.
Alessandro Tognon
Galleria
 autoritratto con elica |
 elefante |
 coppia |
 figura danzante |
 figure |
 figura danzante 2 |
 figura |
 primo piano |
 ballerina |
 ballerino |
 ballerino |
 ballerino a terra |
 ballerino a terra |
 ballerino |
 giostra |
 donna soldato |
 donna soldato |
 telefono |
 telefono primo piano |
 autoritratto |
 mio padre anziano |
 mio padre |
 macchina da guerra |
 macchina da guerra |
 macchina da guerra |
 macchina da guerra |
 figura in legno |
 tre figure assieme |
 cinque figure in legno |
 figure in legno |
 ballerino |
 figura danzante |
 figura danzante |
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