Biography
Biographie

Pittore, scenografo, scultore, Antonio Panzuto è un artista della scena che sfugge alle etichette con sorridente discrezione. Le sue macchine teatrali sono abitate da oggetti e figure azionate a vista tramite grovigli di fili: mescolando legni e metalli, corde e tessuti, produce visioni secondo i segreti dettami di una drammaturgia pittorica che procede per affinità e corrispondenze più che per nessi logici o narrativi.

Inventa originali spettacoli teatrali con oggetti, macchine, sculture e pitture di assemblaggio con motori o oggetti di scarto, espulsi dalla nomenclatura del bello, con pezzi di ferro saldati, incollati, accostati apparentemente a caso, inchiodati con vecchie tavole, dipinte a pennellate larghe e incostanti.

Antesignano di pratiche fuori formato, spesso etichettate in maniera riduttiva “di figura”, Panzuto crea dispositivi scenici – imperi ora sconfinati ora miniaturizzati nel succedersi di continui fuoriscala – in cui le metamorfosi dello spazio sono scandite da moduli temporali orchestrati con la complicità di Alessandro Tognon, regista ma anche compilatore di tracce musicali improntate a un suggestivo sincretismo sonoro.

Nelle sue scenografie crea ambienti nei quali l’arte visiva scommette su come possa diventare scena, luogo di luce e di movimento suggerendo alla regia di dare pari dignità a tutti i linguaggi scenici.

Negli ultimi lavori accosta alla sua poetica del “relitto”, un particolare uso dell’animazione video, in cui appare il segno fortemente pittorico e neo espressionista.

Antonio Panzuto, si laurea in Architettura all’Università di Venezia nel 1981 con una tesi dedicata alla “Finzione scenica nel melodramma italiano dell’800”. Vuole però a tutti i costi diventare un clown e dal 1982 al 1984 frequenta a Parigi l’Ecole Nationale du Cirque diretta da Annie Fratellini. In seguito lavora come clown giocoliere con il Circo Fratellini, con il Clown Circus dei fratelli Cavedo e con la troupe olandese Van Zelf e nel 1988 vince il Premio Grimaldi come giovane clown.

Nel 1992 segue un corso di scenografia tenuto da Josef Svoboda al Teatro Comunale di Modena. L’anno seguente avvia una collaborazione con il Teatro Stabile delle Marche – dove tiene corsi di formazione, realizza i suoi spettacoli e progetta scenografie per spettacoli altrui fino al 1999. Nel 1992 rappresenta il suo spettacolo L’Atlante delle città al Royal National Theatre di Londra.

Nel 1994 si aggiudica con Balkanika di Alfredo Antonaros il primo premio al Festival Internazionale di Lugano. Lo spettacolo segna anche il definitivo consolidarsi di un’inseparabile complicità con il regista Alessandro Tognon, che dirige tutti gli spettacoli successivi. Nel 2000 partecipa a un workshop con William Kentridge (artista visivo, autore di film d’animazione e regista teatrale sudafricano) organizzato dall’Atlantic Centre for the Arts presso la Civitella Ranieri Foundation a Umbertide. Nello stesso anno il Polo Museale d’Arte Contemporanea del Castello Colonna di Gennazzano ospita un’esposizione personale di Panzuto intitolata “Oggetti, Macchine, Scenografie”. Nel 2002 il Centro Cultural de Belèm di Lisbona ospita lo spettacolo Notizie Straordinarie da un altro pianeta.

Come scenografo ha lavorato con i registi : Eugenio Allegri, Beppe Arena, Valerio Binasco, Tadeusz Bradecky, Edmond Budina, Giorgio Gallione, Leo Muscato,Massimo Navone, Cristina Pezzoli, Nenad Prokic, Daniele Segre, Fatbardh Smaja, Giampiero Solari, Alessandro Tognon, collaborando con il Teatro Stabile delle Marche, La Fondazione Emilia Romagna Teatri, il Teatro Stabile di Pistoia, la Fondazione Teatro 2 di Parma, il Teatro Stabile del Veneto, Il Teatro dell’Archivolto di Genova, Il Teatro Regio di Torino ed altri Centri di Produzione Italiani.

Nel 2003 ha iniziato con la Fondazione Emilia Romagna Teatri di Modena un progetto di Cooperazione Internazionale lavorando al Teatro Mijenj di Skoder, Albania e nel 2004 al Centro Culturale di Belgrado, presentando una esposizione personale e curando un workshop di Arti plastiche.

Nel 2001 trasferisce il suo studio in un ex capannone industriale a Padova.

Nel 2003 lo spettacolo “Cara Professoressa”, di cui cura la scenografia per la regia di Valerio Binasco vince il Premio UBU.

Nel 2004 tiene un corso di Scenografia presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Facoltà di Design e Arti.

Nel 2005 produce lo spettacolo HAIKU, danza per figura in un campo.

Nel 2006 effettua una Tournè in Marocco, con lo spettacolo LE MILLE E UNA NOTTE per conto dell’Istitut Francais de Culture a Casablanca, Marrakech, Tangeri, Tetouan, Meknes.

Nel 2007 tiene un workshop di Scenografia alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano.

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Galleria

 

Foto di
Monica "Monimix" Antonelli
Photographer

 

 

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